RSS Ondaiblea

RSS Radiopassioni news

RSS Radioblog IT9-4639

 

dicembre: 2017
L M M G V S D
« set    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

Search

Meta

Spam Blocked


« | Main | »

Aleksandr Solzhenitsyn, paladino della Libertà

By salvomic | agosto 6, 2008

Il funerale di Aleksandr Isaevic SolzhenitsynAleksandr Isaevic Solzhenitsyn ha lasciato questo mondo. Non lo abbandoneranno presto, anzi speriamo più tardi possibile, questo mondo, le sue idee, i suoi libri, la sua lezione di vita e di grande moralità.

Ha lasciato questa terra per morte naturale. Non è una consolazione, il morire, comunque si muoia, ma molto meglio che morire per mano di un regime autoritario che ti perseguita.

Perché di persecuzioni, Aleksandr Isaevic ne ha subite, nei Gulag, dove «per fare le camere a gas, ci mancava il gas», i campi di lavoro, ma anche quelle più subdole, sottoposto sempre alle più assurde pressioni del regime sovietico. Tante che a stento lo ricompensano il Premio Nobel, la stima di Putin e il premio che gli ha conferito, l’elezione nell’Accademia Serba delle Arti e delle Scienze e l’ammirazione di milioni di estimatori nel mondo.

Il grande Padre della Russia seppe stigmatizzare sia le malefatte del comunismo, che – aiutò tutti a capire – era molto peggio di quello che i comunisti rimproveravano alla Russia zarista, sia l’Occidente di cui disse con lucida analisi: «Finché non sono venuto io stesso in occidente e ho passato due anni guardandomi intorno, non avevo mai immaginato come un estremo degrado in occidente abbia fatto un mondo senza volontà, un mondo gradualmente pietrificato di fronte al pericolo che deve affrontare… Tutti noi stiamo sull’orlo di un grande cataclisma storico, un’inondazione che ingoierà le civiltà e cambierà le epoche».

Ma se l’Occidente è così, la cura non è certo il comunismo, non solo perché in Russia (con l’esperienza nefasta dell’URSS sovietica) è stato soltanto un coacervo di violenze e disumane sopraffazioni, ma anche perché la sua visione dell’economia è senza sbocco, un gran bluff, che sostituisce al “padrone” capitalista il “padrone” altrettanto opprimente che si chiama “partito”.

Tutto il mondo moderno, insegna Solzhenitsyn, è una catastrofe, a Oriente come a Occidente. A Dio si sostituisce l’ateismo e l’agnosticismo, l’uomo non è libero (e non vuole più esserlo), non ha più coscienza…

Dio «Ha fatto un uomo su misura di tutte le cose sulla terra – uomo imperfetto, che non è mai libero da orgoglio, interesse personale, invidia, vanità e da dozzine di altri difetti. Ora stiamo pagando gli errori che non si sono valutati correttamente all’inizio del viaggio. Sulla direzione dalla rinascita ai nostri giorni abbiamo arricchito la nostra esperienza, ma abbiamo perso il concetto di un’entità completa suprema che ha trattenuto le nostre passioni ed la nostra irresponsabilità».

Uomini che “non volevano essere liberi”, ma solo pedine della loro stessa ideologia erano Lenin e Trotsky e poco dopo di loro Stalin, che hanno contribuito a negare la libertà politica, economica, religiosa, sociale e morale di milioni di persone, e con i loro Gulag – che il grande russo ha descritto in Arcipelago Gulag – hanno pure distrutto le loro vite, al pari di Hitler o di altri individui “che meglio fosse non fossero mai nati”.

Ora l’uomo occidentale quanto quello orientale si riprenda la sua libertà e riaffermi la sua moralità, avendo sempre presente l’unica cosa di grande che può esistere al di fuori della persona: Dio. Non certo “lo Stato”, “il Partito” o qualunque concetto pseudo-universale che la mente umana possa concepire.

Uno dei primi ad omaggiare Aleksandr Isaevic è stato il Grande (e ci piace sottolineare la maiuscola) Michail Sergeevic Gorbaciov, che per primo, tra i governanti, capì veramente quale (con l’intelligente Rajssa) baratro la Russia stava percorrendo con l’esperienza sovietica. Ora hanno posto sul petto del vecchio Solzhenitsyn una croce di legno, che lo accompagnerà nel suo viaggio verso l’Eterno, mentre a noi restano i suoi scritti da leggere e rileggere, per capire e non farsi imbrogliare né ad Est né ad Ovest.

Pace alla tua anima, Aleksandr Isaevic!

Topics: Informazione, Politica, religione, storia | No Comments »

Comments

You must be logged in to post a comment.