RSS Ondaiblea

RSS Radiopassioni news

RSS Radioblog IT9-4639

 

marzo: 2017
L M M G V S D
« set    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Search

Meta

Spam Blocked


« | Main | »

Donne e celibato, problemi urgenti

By salvomic | luglio 8, 2008

La Chiesa Anglicana ha dunque votato a favore delle donne vescovo. Una decisione sofferta, che rischia persino lo scisma con i tradizionalisti, che vorrebbero disconoscere l’Arcivescovo di Canterbury. Una decisione coraggiosa, che affronta uno dei due grandi problemi che la Chiesa Cattolica non vuole affrontare apertamente: l’abolizione del celibato e la concessione dei poteri sacramentali alle donne.

Non ne vuol sapere la curia romana, che bolla, per bocca del cardinale Walter Kasper, la decisione anglicana come “una mina per i rapporti tra le chiese…”, nascondendosi ancora una volta dietro la scusa della tradizione di secoli andata sempre “in una direzione”. Quella sbagliata.

Basta leggere gli Atti degli Apostoli e qualche buon libro sulla storia della Chiesa dei primi secoli per capire come i due problemi di cui trattasi non sono diretta emanazione di Cristo, ma di decisioni postume, tarde, e persino non condivise. Le donne facevano parte dell’Assemblea dei cristiani a pari merito degli uomini, e non si può parlare di vera parità degli eletti del Popolo di Dio se una parte di esso non può essere chiamato ad amministrare i sacramenti, a spezzare il pane, a consacrare l’Eucaristia. Si badi, non a *distribuire* l’Eucaristia, ma a consacrarla, che è cosa ben diversa e più importante. Lo stesso dicasi dell’ordinazione, per secoli riservata solo ai maschi (e non illudiamoci che essere una religiosa equivale ad essere un sacerdote…), l’ordinazione che coraggiosamente il concilio anglicano estende anche alle donne, ora anche vescovi, a pari degli uomini.

Altra grave ostinazione è quella di non voler affrontare il problema – gravissimo – dell’abolizione del celibato, tra l’altro in uno stato “ibrido”, visto che la chiesa (cattolica) d’Oriente lo ammette. Anche questa è solo una “tradizione” non un comandamento, non un dogma, come si vuol far passare. E come tale è legittimanente modificabile, senza ostinazione, appunto.

Se non si affrontano questi due problemi – che gli anglicani hanno coraggio ad accettare, pur restando fedeli a Cristo e alla sua legge (e non parliamo delle tante denominazioni protestanti, che spesso sono anni luce più avanti per queste tematiche) – la crisi profonda della chiesa cattolica sarà destinata a diventare sempre più nera. Non è solo il “relativismo” il problema, ma la stessa “tradizione” della chiesa, più vicina alla gerarchia che a Cristo stesso, che non fa uscire dal tunnel.

Continueremo a leggere dei “problemi” con i preti che si sposano, con i preti pedofili e omosessuali, senza trovare la vera soluzione, ovvero abolire il celibato e consentire al presbitero di avere (o non avere, a scelta solo e soltanto sua) una famiglia?

Continueremo a voler credere che la donna ha pari dignità “nella diversità dei carismi” solo perché distribuisce la comunione, sapendo che la vera parità dei figli di Dio è *amministrare* i sacramenti?

Forse, purtroppo, sì. E non è bello, e neppure tanto cristiano, purtroppo.

Topics: religione | No Comments »

Comments

You must be logged in to post a comment.