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In ricordo di un Grande Italiano

By salvomic | maggio 22, 2008

Giorgio AlmiranteUn Grande Italiano. Così Gianfranco Fini definì Giorgio Almirante (classe 1914) il 22 Maggio di vent’anni fa, il giorno della morte del leader indiscusso della Destra italiana. E non fu una definizione retorica, ed ora – alle porte della cosiddetta Terza Repubblica – possiamo dirlo.

Giorgio Almirante fu l’antesignano di quello che dopo il 1994 fu definito “sdoganamento” della destra e di quel “rispetto istituzionale” che oggi pare essere – e per fortuna – di moda tra maggioranza e opposizione parlamentare. Non a caso, nel 1984 Almirante e Romualdi si recarono alla camera ardente di Enrico Berlinguer e il 22 Maggio del 1988 Nilde Jotti e Giancarlo Pajetta si recano a quella di Almirante e Romualdi (che per un tiro mancino della sorte era morto il 21 Maggio, un giorno prima dell’amico Giorgio). Sono segni che spesso la gente comune trascura, ma sono segni importanti. Si direbbe oggi “distensione”, ma diremmo meglio, appunto, rispetto istituzionale. In politica si hanno avversarsi, non nemici, e Almirante lo sapeva bene e lo insegnava: «Quando vedi la tua verità fiorire sulle labbra del tuo nemico, devi gioire, perché questo è il segno della vittoria».

Non rinnegò mai il suo passato (anche fascista), ma non vi restò impelagato, proiettato com’era verso il futuro. Il suo “Non rinnegare, non restaurare” fu esemplare. Proiettato verso il futuro della destra italiana e lungimirante, come quando indicò in Gianfranco Fini il suo successore («Nessuno potrà dare del fascista a chi è nato nel dopoguerra», disse di lui poco prima di morire). E la storia recente della destra, dal 1994 ad oggi l’ha dimostrato. Un Italia con una destra e una sinistra moderna, che si rispettano, che si svincolano dal passato e dalle ideologie, è l’Italia del futuro, come Almirante da un lato e Berlinguer dall’altro la volevano.

Oggi il Parlamento italiano l’ha ricordato, con consenso unanime, un altro segno importante. Noi lo ricordiamo con questo suo efficace aforismo: «Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai» (da Autobiografia di un fucilatore, Edizione de Il Borghese, 1973, ora ripubblicata da Editore Ciarrapico, 2007).

Topics: Politica | No Comments »

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