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Oltre al blog… Ondaiblea

By salvomic | settembre 21, 2011

Il blog riprenderà le trasmissioni, quanto prima, certo :)

Intanto seguite i miei articoli e commenti su Ondaiblea, quotidiano online per Ragusa e Siracusa.

Scaricate (da iTunes) anche l’applicazione per iPhone, iPad e iPod Touch (by Biancavela).

Sotto ho voluto lasciare tutti gli articoli storici, che ancora i lettori possono leggere e magari commentare…

Saluton!

salvo

Topics: Informatica, Informazione | No Comments »

Siamo tutti abruzzesi…

By salvomic | aprile 6, 2009

L'Aquila (foto Corriere della Sera)Ieri sera intorno alle 21.50 ero in collegamento con l’amico Fabrizio M. da Forlì, che mi annunciava in diretta la scossa che ha interessato quella zona e parte della Romagna; le agenzie e le televisioni quasi non ne parlano più, perché l’attenzione si è dovuta spostare altrove, ovviamente.

Parlavamo di previsioni di sismi, di precursori individuati nelle onde elettromagnetiche (VLF e onde corte) e nel radon, e ci siamo saluti dicendo che per fortuna, pur se intensa, quella scossa non ha fatto danni.

Stamattina neanche il tempo di svegliarmi, e vengo sommerso da lanci di agenzia e notizie su quello che è accaduto qualche ora a L’Aquila. Spaventoso, disastroso, non bastano le parole. In confronto lo “spavento” di Forlì sembra poca roba (non certo a chi l’ha provato ieri sera).

La prima cosa che ho pensato è di assicurarmi degli amici che ho là. E per fortuna mi sono arrivate via via buone nuove, anche del nostro collaboratore Massimo Giuliano a Pescara, non lontano dall’epicentro, tutto sommato.

Mi sono sentito abruzzese pure io, pur abitando qui, in questa terra sismica, lontana da quelle parti, altrettanto problematiche.

Poi ho letto di polemiche stucchevoli, di colpe, di tentativi di politicizzare tutto, anche queste immani sciagure, polemiche sempre odiose e pretestuose, che dovrebbero lasciare il posto – semmai  – a serene e corrette discussioni sulla prevedibilità (o meno) dei terremoti, su ciò che va fatto prima e dopo che avvengano, ecc…

Non è questo che serve. Serve invece aiuto concreto, da parte di tutti, dai sanitari ai volontari, ai radioamatori, agli esperti. Serve generosità e servono atti concreti. E per fortuna è quello che in queste ore sta accadendo. Anche in “rete”, in quel mondo “etereo” di gente che si incontra in un mondo virtuale, che a volte è destinato a diventare davvero reale. Anche nel social network Facebook, che forse si sta svegliando, con messaggi che invitato a unirsi per fare concretamente qualcosa, non solo “perdere tempo a giocare”. In questo senso sì che un social network può servire a qualcosa di utile, non solo a scambiarsi messaggi e links per “cazzeggiare”.

Che i terremoti si possano prevedere, o piuttosto rimangano nell’alone misterioso della probabilistica, potendo stabilire statisticamente quando ma non dove si possano verificare è materia che gli esperti possono (e debbono) serenamente discutere, appunto. E a noi non serve prendere posizione pro o contro la protezione civile (che egregiamente sta facendo il suo dovere) o il suo illustre capo (Bertolaso) o pro o contro il governo (perché, appunto, non ha senso una polemica politica, che qualcuno – purtroppo – puntualmente ha fatto; meglio ha fatto invece il capo dell’opposizione, Franceschini, ad evitare ogni polemica con il presidente del Consiglio, almeno in questo frangente).

E non serve difendere a spada tratta o accusare scienziati (ci riferiamo a Giuliani e alle sue ricerche sull’aumento del radon in prossimità dei terremoti) che, magari contro l’opinione prevalente di altri scienziati, sostengono la prevedibilità in base a certi “precursori”, sinché questo non diventi una vera teoria “certa” che preveda “certamente” cosa possa accadere e soprattutto cosa si debba fare per limitare i danni. Il sismologo Boschi e l’INGV precisano, a proposito, che se anche è apprezzabile il lavoro di Giuliani, le previsioni sarebbero state del tutto sbagliate, indirizzando l’attenzione a Sulmona, e immaginiamo cosa poteva succedere se – prendendole per buone – si fosse spostata una massa di gente a L’Aquila…

Niente partigianeria, dunque, ma anche nessuna sottovalutazione. Anche queste teorie “eterodosse” vanno prese sul serio, come appunto anche quelle che cercano di individuare in certi fenomeni radioelettrici ed elettromagnetici il verificarsi dei sismi.

Quello che serve è un giudizio equilibrato, che porti appunto a una teoria efficace di previsione. E in ogni caso una rete efficace di protezione civile, di aiuto, di solidarietà, cui tutti dobbiamo contribuire, come sappiamo e possiamo. Non chiediamoci cosa non fanno gli altri, ma cosa possiamo fare noi, che siamo tutti abruzzesi, come siamo siciliani o lombardi o romagnoli, che siamo tutti italiani.

Per il resto, che Dio ci assista!

(editoriale pubblicato su Nuova Scicli Ondaiblea)

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Aleksandr Solzhenitsyn, paladino della Libertà

By salvomic | agosto 6, 2008

Il funerale di Aleksandr Isaevic SolzhenitsynAleksandr Isaevic Solzhenitsyn ha lasciato questo mondo. Non lo abbandoneranno presto, anzi speriamo più tardi possibile, questo mondo, le sue idee, i suoi libri, la sua lezione di vita e di grande moralità.

Ha lasciato questa terra per morte naturale. Non è una consolazione, il morire, comunque si muoia, ma molto meglio che morire per mano di un regime autoritario che ti perseguita.

Perché di persecuzioni, Aleksandr Isaevic ne ha subite, nei Gulag, dove «per fare le camere a gas, ci mancava il gas», i campi di lavoro, ma anche quelle più subdole, sottoposto sempre alle più assurde pressioni del regime sovietico. Tante che a stento lo ricompensano il Premio Nobel, la stima di Putin e il premio che gli ha conferito, l’elezione nell’Accademia Serba delle Arti e delle Scienze e l’ammirazione di milioni di estimatori nel mondo.

Il grande Padre della Russia seppe stigmatizzare sia le malefatte del comunismo, che – aiutò tutti a capire – era molto peggio di quello che i comunisti rimproveravano alla Russia zarista, sia l’Occidente di cui disse con lucida analisi: «Finché non sono venuto io stesso in occidente e ho passato due anni guardandomi intorno, non avevo mai immaginato come un estremo degrado in occidente abbia fatto un mondo senza volontà, un mondo gradualmente pietrificato di fronte al pericolo che deve affrontare… Tutti noi stiamo sull’orlo di un grande cataclisma storico, un’inondazione che ingoierà le civiltà e cambierà le epoche».

Ma se l’Occidente è così, la cura non è certo il comunismo, non solo perché in Russia (con l’esperienza nefasta dell’URSS sovietica) è stato soltanto un coacervo di violenze e disumane sopraffazioni, ma anche perché la sua visione dell’economia è senza sbocco, un gran bluff, che sostituisce al “padrone” capitalista il “padrone” altrettanto opprimente che si chiama “partito”.

Tutto il mondo moderno, insegna Solzhenitsyn, è una catastrofe, a Oriente come a Occidente. A Dio si sostituisce l’ateismo e l’agnosticismo, l’uomo non è libero (e non vuole più esserlo), non ha più coscienza…

Dio «Ha fatto un uomo su misura di tutte le cose sulla terra – uomo imperfetto, che non è mai libero da orgoglio, interesse personale, invidia, vanità e da dozzine di altri difetti. Ora stiamo pagando gli errori che non si sono valutati correttamente all’inizio del viaggio. Sulla direzione dalla rinascita ai nostri giorni abbiamo arricchito la nostra esperienza, ma abbiamo perso il concetto di un’entità completa suprema che ha trattenuto le nostre passioni ed la nostra irresponsabilità».

Uomini che “non volevano essere liberi”, ma solo pedine della loro stessa ideologia erano Lenin e Trotsky e poco dopo di loro Stalin, che hanno contribuito a negare la libertà politica, economica, religiosa, sociale e morale di milioni di persone, e con i loro Gulag – che il grande russo ha descritto in Arcipelago Gulag – hanno pure distrutto le loro vite, al pari di Hitler o di altri individui “che meglio fosse non fossero mai nati”.

Ora l’uomo occidentale quanto quello orientale si riprenda la sua libertà e riaffermi la sua moralità, avendo sempre presente l’unica cosa di grande che può esistere al di fuori della persona: Dio. Non certo “lo Stato”, “il Partito” o qualunque concetto pseudo-universale che la mente umana possa concepire.

Uno dei primi ad omaggiare Aleksandr Isaevic è stato il Grande (e ci piace sottolineare la maiuscola) Michail Sergeevic Gorbaciov, che per primo, tra i governanti, capì veramente quale (con l’intelligente Rajssa) baratro la Russia stava percorrendo con l’esperienza sovietica. Ora hanno posto sul petto del vecchio Solzhenitsyn una croce di legno, che lo accompagnerà nel suo viaggio verso l’Eterno, mentre a noi restano i suoi scritti da leggere e rileggere, per capire e non farsi imbrogliare né ad Est né ad Ovest.

Pace alla tua anima, Aleksandr Isaevic!

Topics: Informazione, Politica, religione, storia | No Comments »

Nuova Scicli, finalmente

By salvomic | luglio 24, 2008

Nuova Scicli


Ce n’è voluto di lavoro, sia tecnico sia materiale; ce n’è voluta di costanza, anche nei momenti di sconforto, quando sembrava che tutto e tutti remassero contro, le lungaggini burocratiche, i cavilli, i ritardi, la noia tipicamente “estiva” di qualche amico… Ma alla fine ora c’è: Nuova Scicli, il giornale che volevo fare da anni.

Nasce dalla grande tradizione di Scicli Net, il primo sito web da me creato, tanti anni fa, e che ora ne diventa supplemento, e va verso il futuro. Nasce sotto l’égida di Biancavela Press, la nostra agenzia fotogiornalistica.

Nasce grazie alla preziosissima collaborazione di Carmelo Riccotti La Rocca, il Direttore Responsabile, di Marco Iannizzotto e Pippo Di Noto, di Concetta, Alessia, Valeria e tanti altri.

Tecnicamente è “web 2.0″, accessibile, come ogni sito dovrebbe essere, ha un’interfaccia essenziale e carina, ma quello che conta è che a livello di contenuti sta crecendo, grazie ai tanti collaboratori, giornalisti, scrittori e fotoreporters.

È tempo di notizie sul web, ora più che mai. E se per Scicli, per oltre trent’anni, sulla carta stampata ha svolto egregiamente la sua funzione il mitico “Giornale di Scicli”, cui da sempre collaboro, ora è il momento di un quotidiano online, e noi – ambiziosamente ma senza presunzione – vogliamo esserne i protagonisti.

Nuova Scicli sarà la voce di Scicli e della provincia di Ragusa, ma sarà una voce aperta al mondo, non una voce che circoscrive un “piccolo borgo”, ma la voce di una città dalla lunga storia e dalla grande cultura, che vuole raccontarsi al mondo e vuole sapere ciò che nel mondo accade. Passato e Futuro, Tradizione e Innovazione insieme.

E se i nostri 25 o 25mila lettori ci seguiranno sempre, ce la faremo!

Topics: Informazione, Tradizioni | No Comments »

Donne e celibato, problemi urgenti

By salvomic | luglio 8, 2008

La Chiesa Anglicana ha dunque votato a favore delle donne vescovo. Una decisione sofferta, che rischia persino lo scisma con i tradizionalisti, che vorrebbero disconoscere l’Arcivescovo di Canterbury. Una decisione coraggiosa, che affronta uno dei due grandi problemi che la Chiesa Cattolica non vuole affrontare apertamente: l’abolizione del celibato e la concessione dei poteri sacramentali alle donne.

Non ne vuol sapere la curia romana, che bolla, per bocca del cardinale Walter Kasper, la decisione anglicana come “una mina per i rapporti tra le chiese…”, nascondendosi ancora una volta dietro la scusa della tradizione di secoli andata sempre “in una direzione”. Quella sbagliata.

Basta leggere gli Atti degli Apostoli e qualche buon libro sulla storia della Chiesa dei primi secoli per capire come i due problemi di cui trattasi non sono diretta emanazione di Cristo, ma di decisioni postume, tarde, e persino non condivise. Le donne facevano parte dell’Assemblea dei cristiani a pari merito degli uomini, e non si può parlare di vera parità degli eletti del Popolo di Dio se una parte di esso non può essere chiamato ad amministrare i sacramenti, a spezzare il pane, a consacrare l’Eucaristia. Si badi, non a *distribuire* l’Eucaristia, ma a consacrarla, che è cosa ben diversa e più importante. Lo stesso dicasi dell’ordinazione, per secoli riservata solo ai maschi (e non illudiamoci che essere una religiosa equivale ad essere un sacerdote…), l’ordinazione che coraggiosamente il concilio anglicano estende anche alle donne, ora anche vescovi, a pari degli uomini.

Altra grave ostinazione è quella di non voler affrontare il problema – gravissimo – dell’abolizione del celibato, tra l’altro in uno stato “ibrido”, visto che la chiesa (cattolica) d’Oriente lo ammette. Anche questa è solo una “tradizione” non un comandamento, non un dogma, come si vuol far passare. E come tale è legittimanente modificabile, senza ostinazione, appunto.

Se non si affrontano questi due problemi – che gli anglicani hanno coraggio ad accettare, pur restando fedeli a Cristo e alla sua legge (e non parliamo delle tante denominazioni protestanti, che spesso sono anni luce più avanti per queste tematiche) – la crisi profonda della chiesa cattolica sarà destinata a diventare sempre più nera. Non è solo il “relativismo” il problema, ma la stessa “tradizione” della chiesa, più vicina alla gerarchia che a Cristo stesso, che non fa uscire dal tunnel.

Continueremo a leggere dei “problemi” con i preti che si sposano, con i preti pedofili e omosessuali, senza trovare la vera soluzione, ovvero abolire il celibato e consentire al presbitero di avere (o non avere, a scelta solo e soltanto sua) una famiglia?

Continueremo a voler credere che la donna ha pari dignità “nella diversità dei carismi” solo perché distribuisce la comunione, sapendo che la vera parità dei figli di Dio è *amministrare* i sacramenti?

Forse, purtroppo, sì. E non è bello, e neppure tanto cristiano, purtroppo.

Topics: religione | No Comments »

Ingrid e Jolanda

By salvomic | luglio 2, 2008

Ingrid BetancourtHo appreso, come tutti, pochi istanti fa, la bella notizia della liberazione, dopo sei anni di priogionia, di Ingrid Betancourt, rapita in Colombia dalle FARC in occasione delle elezioni politiche del 2006. La notizia mi è arrivata sul palmare mentre stavo discutendo con alcuni amici delle sorti di un’altra donna, una mia concittadina (e anche vicina di casa): Jolanda Occhipinti, rapita in Somalia il 21 Maggio scorso insieme a Giuliano Paganini. Due donne, lo stesso destino, sino ad un certo punto. Sì, perché, mentre la vicenda della coraggiosa Ingrid si è – a quanto pare – felicemente conclusa, lo stesso non si può dire di Jolanda, di cui si parla poco, come se si volesse dimenticare il caso, come se si trattasse di ostaggi di serie B di cui i giornali, prima o poi, finiscono di occuparsi.

Jolanda OcchipintiCosa si sta facendo per liberare Giuliano e Jolanda? Non lo so, non lo sanno gli amici con cui stavo parlando, tra cui un nipote di Jolanda. Alla Farnesina dicono di star facendo tutto il possibile per liberare gli ostaggi, e vogliamo crederci, ma questo non basta alla famiglia e all’intera città di Ragusa. Servono più certezze, più attenzione al caso.

La libertà che finalmente appartiene ad Ingrid Betancourt possa essere presto anche il bene più prezioso per la nostra Jolanda e il suo collega.

Topics: Informazione | No Comments »

Giovanni Venticinque si è insediato al Comune di Scicli

By salvomic | giugno 20, 2008

Falla passa a Venticinque la fascia di Sindaco

Proprio stamane l’ex Sindaco di Scicli Bartolomeo Falla, che ha governato la città per dieci lunghi anni, ha passato la fascia tricolore, simbolo della Repubblica, al nuovo Sindaco, Giovanni Venticinque. È l’ultimo atto formale di Falla, e da oggi comincia l’èra Venticinque, e la prima volta di un sindaco di Centro-Destra a Scicli.

Giovanni Venticinque è stato eletto il 15 e 16 Giugno 2008 con 7949 voti, il 50.02%, a primo turno, ed è supportato da una maggioranza che dispone del 60% dei consensi e 13 consiglieri contro 7. Un ottimo risultato, mai raggiunto nelle scorse consultazioni (anche Falla, suo compagno al Liceo, eletto due volte per il Centro-Sinistra, era stato eletto con ballottaggi).

Cordiale e franco il passaggio di consegne, nello stile elegante di entrambi i politici, molto amati in città. E questo è quello che caratterizza la vera democrazia, la lealtà e la correttezza istituzionale, non certo gli scontri, gli asti, i ricorsi (che qualcuno degli sfidanti ha paventato, dato l’esiguo numero di schede con cui Venticinque ha superato il 50%), le calunnie per brogli mai avvenuti e mezzucci che insozzano a volte la politica. Onore a “Liddu” Falla per la cordialità e i migliori auguri al buon Giovanni, votato in massa dal popolo di Scicli, di destra e di sinistra, dai contadini e operai come dagli impiegati e intellettuali, dai commercianti e da tanta altra gente, che conosce il suo impegno di amministratore attento alle istanze popolari, prima all’Assessorato Viabilità e Polizia Provinciale della Provincia Regionale di Ragusa, ed ora al Comune di Scicli.

Ho lavorato (e lavoro) con lui, ho creduto in questo sogno da quattordici anni a questa parte, sin da quando con Giovanni e tanti altri abbiamo fondato il Circolo Prospettiva Futuro, che questo bellissimo presente di oggi aveva intuito e sostenuto. Forza Giovanni!

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In ricordo di un Grande Italiano

By salvomic | maggio 22, 2008

Giorgio AlmiranteUn Grande Italiano. Così Gianfranco Fini definì Giorgio Almirante (classe 1914) il 22 Maggio di vent’anni fa, il giorno della morte del leader indiscusso della Destra italiana. E non fu una definizione retorica, ed ora – alle porte della cosiddetta Terza Repubblica – possiamo dirlo.

Giorgio Almirante fu l’antesignano di quello che dopo il 1994 fu definito “sdoganamento” della destra e di quel “rispetto istituzionale” che oggi pare essere – e per fortuna – di moda tra maggioranza e opposizione parlamentare. Non a caso, nel 1984 Almirante e Romualdi si recarono alla camera ardente di Enrico Berlinguer e il 22 Maggio del 1988 Nilde Jotti e Giancarlo Pajetta si recano a quella di Almirante e Romualdi (che per un tiro mancino della sorte era morto il 21 Maggio, un giorno prima dell’amico Giorgio). Sono segni che spesso la gente comune trascura, ma sono segni importanti. Si direbbe oggi “distensione”, ma diremmo meglio, appunto, rispetto istituzionale. In politica si hanno avversarsi, non nemici, e Almirante lo sapeva bene e lo insegnava: «Quando vedi la tua verità fiorire sulle labbra del tuo nemico, devi gioire, perché questo è il segno della vittoria».

Non rinnegò mai il suo passato (anche fascista), ma non vi restò impelagato, proiettato com’era verso il futuro. Il suo “Non rinnegare, non restaurare” fu esemplare. Proiettato verso il futuro della destra italiana e lungimirante, come quando indicò in Gianfranco Fini il suo successore («Nessuno potrà dare del fascista a chi è nato nel dopoguerra», disse di lui poco prima di morire). E la storia recente della destra, dal 1994 ad oggi l’ha dimostrato. Un Italia con una destra e una sinistra moderna, che si rispettano, che si svincolano dal passato e dalle ideologie, è l’Italia del futuro, come Almirante da un lato e Berlinguer dall’altro la volevano.

Oggi il Parlamento italiano l’ha ricordato, con consenso unanime, un altro segno importante. Noi lo ricordiamo con questo suo efficace aforismo: «Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai» (da Autobiografia di un fucilatore, Edizione de Il Borghese, 1973, ora ripubblicata da Editore Ciarrapico, 2007).

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MaZENGA Z e il Catania in A!

By salvomic | maggio 18, 2008

Walter ZengaChe quest’uomo, grande campione, con la sua ammirevole umiltà fosse l’uomo giusto per il Catania lo sapevamo. Oggi ne abbiamo avuto la conferma: il Catania resta in A, grazie ad un meritato pareggio con una Roma fortissima e determinata, e il merito è soprattutto suo, di “MaZENGA Z”, Walter Salvezza del Liotru, oltreché dei bravissimi giocatori (Marinez, Spinesi, Morimoto e tutti), che fanno onore alla Sicilia, consentendo un altro campionato con due squadre della regione.

L’Inter si festeggi il suo meritato scudetto, a noi lasciateci festeggiare la permanenza in A: è come a scuola, a volte l’importante è …non essere bocciati, hi.

Tino, l’elefantino-Liotru, ha portato fortuna, e il Cielo non ci ha delusi.

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Giovanni Venticinque Sindaco!

By salvomic | maggio 15, 2008

partiti pro “25″

 

Giovanni Venticinque

Giovanni Venticinque, attuale Assessore alla Viabilità della Provincia Regionale di Ragusa, ha accettato di candidarsi per la carica di Sindaco di Scicli. Lo schieramento che lo sostiene è vasto: PDL, UDC, MPA, “Idea di Centro” e quattro liste civiche: “Movimento 25 Aprile”, “Scicli e Tu”, “Progetto Scicli”, “Donnalucata TerraMia”.

Ho lavorato nella sua segreteria (come portavoce) e lo conosco e stimo da oltre vent’anni, come amico e non solo come assessore. Quando basta per poter dire che si tratta della persona giusta per amministrare Scicli con serietà, scrupolosità, imparzialità e modernità. La stima per Giovanni è diffusa, al di là degli schieramenti politici, da destra a sinistra, proprio perché in tanti anni alla Provincia, insieme al Presidente Franco Antoci, ha lavorato bene, non solo per Scicli, ma per tutto il comprensorio ibleo, e i risultati non sono mancati.

Speriamo davvero che migliaia di cittadini di Scicli, di destra e di sinistra, vogliano davvero cambiare le sorti di questa città, che oramai ha visto troppi anni di stagnazione e mala politica, votando in massa l’uomo giusto, che viene dal popolo e vuole portare – come afferma spesso – i cittadini “più vicini al Palazzo”.

Come recita lo slogan del suo progetto: Cambiare si Può, Cambiare si Deve.

La campagna del suo impegno per Scicli si può seguire sul suo Blog.

(Nella foto, da sinistra: Giorgio Vindigni, l’On. Innocenzo Leontini, l’Ass. Giovanni Venticinque, l’On. Orazio Ragusa)

Topics: Politica, Scicli | No Comments »

Forza Liotru, anche in serie Z

By salvomic | maggio 15, 2008

Tino, Mascotte del Catania
Mala tempora currunt per il Catania, ma noi nel miracolo di Sant’Aituzza ci speriamo sempre!

Visto che il mitico Del Piero non c’aveva niente da fare, domenica scorsa, e ha pensato di pareggiare inguaiando il Catania nonostante la grinta di Zenga e dei suoi, non resta molto altro da fare, ahinoi.

Ma chi vive veramente e intensamente la passione rossazzurra lo sa: Forza Liotru sempre, foss’anche in Serie Z! E che sarà mai la B? (ma speriamo di rimanere in A, miiii!)

Topics: Calcio | No Comments »

Il o la PDL

By salvomic | maggio 15, 2008

Una domanda che mi è stata rivolta spesso, in questi tempi post e pre (per Scicli) elettorali è perché mai molti giornalisti, specialmente siciliani, si ostinino a scrivere “*la* PDL” al posto de “il PDL”.

La domanda andrebbe certo posta a loro. Ci vuole molto a capire che un tempo c’era “*la* Casa della Libertà” e ora c’è “*il* Partito (o Popolo) delle Libertà“?

Sarà per spirito “quotarosistico” o per pappagallismo, che si continua a usare l’articolo sbagliato?

Ah, saperlo…

Topics: Politica | No Comments »

Tutti gli OS di Mac OS X

By salvomic | aprile 13, 2008

Haiku in Mac OS XAbbiamo aggiornato il nostro Tutorial sull’installazione di Sistemi Operativi su Mac OS X. In particolare, sono state aggiunte le informazioni sull’installazione e la configurazione in Parallels di FreeBSD 7.0 (la versione 7.0 è stata rilasciata di recente, in passato avevamo installato la 6.2) e di Haiku, la versione free di BeOS.

Haiku e FreeBSD si affiancano a Linux (Debian 4.0), Solaris 10, OpenStep 4.2 (NeXT) e Windows (XP), che abbiamo installato tramite Parallels in un MacBook Pro. In passato abbiamo anche installato Windows XP, FreeBSD 6.0, OpenStep 4.2 e MS DOS 7.1 in un Powerbook G4, sotto Virtual PC. Nello stesso Tutorial si trovano tutte le informazioni utili e i consigli. Il Tutorial tratta anche l’emulazione di Mac OS “Classic” tramite SheepShaver e Mini vMac su Mac con processore Intel (che non supportano “Classic, come i Mac con processore Power PC), e pure tramite Basilisk II su Mac con processore PPC.

Luciano Dadda spiega anche come emulare Mac con System 7 su NeXT Cube Turbo con NeXTstep 3.3, SoftPC e Daydream 1.46, un interessante esperimento di “retrocomputing”.

La virtualizzazione che consentono Parallels e BootCamp sui nuovi Mac apre davvero la strada alla “libertà di sistema operativo”. In particolare, con Parallels alcuni dei principali sistemi operativi possono convivere ed operare insieme, ed è davvero interessante, non solo a livello didattico, ma anche produttivo, nonché divertente.

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Sette anni (e quattro giorni) di Mac OS X

By salvomic | marzo 25, 2008

LeopardSette anni fa, 21 Marzo 2001, veniva rilasciata la versione ufficiale di Mac OS X, dopo un periodo di beta testing inziato il 13 Settembre 2000. Venne denominata “Cheetah”, e da allora ogni versione successiva ha preso nome da un felino: Puma, Jaguar, Panther, Tiger, sino all’attuale, Leopard (Mac OS X 10.5).

Con OS X il sistema operativo dei computer Apple si svincolava man mano di Mac OS (il “System”) e a acquistava a pieno titolo le sembianze di Unix, come il suo “antenato”, il NeXT che aveva determinato le sorti, nel bene e nel male, del suo creatore, Steve Jobs. Con un kernel Mach e tantissimo codice derivato da BSD, Mac OS X entrava a far parte della grande famiglia di Unix, sino a diventare quello che è diventato oggi: probabilmente il miglior Unix mai esistito. Quanto alla grande famiglia Unix, di cui a vario titolo fanno parte anche FreeBSD, Linux, Solaris, HP UX, e – appunto – Mac OS X, si veda il mitico sito di Éric Lévénez che ha tracciato un utilissimo diagramma dei Sistemi Unix.

Le date miliari di OS X (“o-es-ten”, “o-esse-dieci”, non “x”, proprio a significare il fatto che seguiva l’ultimo System, il 9.2):

13 Settembre 2000: Mac OS X Public Beta
21 Marzo 2001: Mac OS X 10.0 Cheetah
25 Settembre 2001: Mac OS X 10.1 Puma
23 Agosto 2002: Mac OS X 10.2 Jaguar
24 Ottobre 2003: Mac OS X 10.3 Panther
29 Aprile 2005: Mac OS X 10.4 Tiger
26 Ottobre 2007: Mac OS X 10.5 Leopard

Apple ha ricordato l’evento con questo documento ufficiale. Molto interessante ed istruttivo.

Topics: Informazione, Mac OS X, Unix | No Comments »

Buona Pasqua 2008!

By salvomic | marzo 20, 2008

Uovo di Pasqua Auguro a tutti i lettori del blob, agli amici e a tutti gli uomini di buona volontà una serena Pasqua, in salute, serenità, amicizia, armonia familiare, affetto, realizzazione di desideri, ricordando a me stesso e a tutti l’intimo significato religioso di questa festa. E per questo vi rimando alle considerazioni di S. E. il Vescovo di Ragusa, Mons. Paolo Urso, il cui messaggio augurale abbiamo riportato su Scicli Net.

A tutti gli sciclitani, in particolare, auguro di godersi, come sempre, il Gioia, i suoi giri, con la solita festosità di ogni anno!

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